LA MEDIAZIONE FAMILIARE: UN'ESIGENZA, UN DESIDERIO DI TENERE UNITA LA FAMIGLIA, UNA RICHIESTA DI AIUTO ALLA QUALE CERCHIAMO DI RISPONDERE PRESSO L'AREA SANITARIA DELLA PUBBLICA ASSISTENZA DI CAMPI BISENZIO Dal 7 aprile tutti i lunedě dalle ore 10.00 alle ore 12.00, presso gli studi medici Pubblica Assistenza di Campi Bisenzio. Gli appuntamenti si possono prendere allo 055 8949999 presso il centralino degli Studi Medici di Via Orly n.39. Gli incontri, normalmente, sono di coppia ma possono contattare le organizzatrici del servizio: Francesca Barni Psicologa, Tania Bertini Dott.ssa in Psicologia e Gianna Lazzareschi Belloni Mediatrice Familiare iscritta A.I.Me.F anche i singoli per colloqui semplicemente informativi. Agevolazioni per i soci dell'Associazione che possono effettuare i primi quattro incontri presentando l'adesione alla nostra associazione ANPAs anno 2008. Ma cos'č la mediazione familiare? .Negli ultimi venti anni, il tasso di separazioni e divorzi č raddoppiato; l’instabilitŕ dei matrimoni č ormai una caratteristica costitutiva delle societŕ moderne. La natura incerta e fragile della coppia rende oggi la separazione una prova possibile, un evento che sempre piů spesso accade nella storia coniugale. In realtŕ la separazione rappresenta l’esito possibile di una crisi del rapporto di coppia, e se non la si puň definire un mero evento č sicuramente un’esperienza che la famiglia puň trovarsi a vivere. La Pubblica Assistenza di Campi Bisenzio, da sempre molto attenta e sensibile alle vicende che possono creare disagi nelle relazioni familiari, recepisce la necessitŕ di presentare ed implementare servizi professionali come quello della Mediazione Familiare, che offre aiuto alle situazioni di conflittualitŕ. La mediazione familiare, si rivolge alla coppia che sta vivendo un momento di crisi per via di un conflitto, che sta decidendo di separarsi o che ha giŕ attuato la rottura del legame e che, quindi, necessita di un tempo e di uno spazio appropriato per pensare alla riorganizzazione familiare. Un intervento professionale indirizzato alla coppia per aiutarla ad elaborare un programma di separazione soddisfacente, per sé e soprattutto per i figli, quando ci sono. Dalla frattura coniugale, infatti, conseguono effetti rilevanti sia sui comportamenti che sull’emotivitŕ dei soggetti coinvolti nella separazione. Il modo di percepire e gestire la fine del rapporto, la capacitŕ dell’individuo di riorganizzarsi emotivamente dopo una separazione, puň variare da persona a persona. Reazioni depressive, problemi di salute e psicologici di vario tipo possono essere comuni a uomini e a donne dopo la separazione. C’č chi , pur tra timori e cadute, si assume le responsabilitŕ della decisione e chi invece induce e “colloca” nell’altro sconcerto, confusione, dolore ingestibile. C’č poi chi la fine la subisce e vi si oppone in vari modi, anche “giocando pesante”, e chi riesce a gestire l’abbandono e la perdita. Le conseguenze della rottura del rapporto coniugale non ricadono perň solo gli adulti, ma colpiscono anche i loro figli. Riuscire a separarsi come moglie e marito e tuttavia continuare ad essere padre e madre, salvando la genitorialitŕ, rappresenta un compito molto impegnativo spesso assolto a prezzo di grandi difficoltŕ. Difficoltŕ che pur essendo tali la Mediazione familiare puň attenuare. Essa, infatti, si propone di aiutare le coppie a trovare vie d’accordo e di cooperazione per risolvere i loro problemi. E’definita dall’art. 14 dello Statuto dell’A.I.Me.F. (Associazione Italiana Mediatori Familiari) come un intervento mirato a facilitare la soluzione di liti riguardanti questioni relazionali e/o organizzative concrete…che implicano la considerazione di fattori emotivo/relazionali…. Si tratta, quindi, di uno strumento di supporto e preventivo rispetto al disagio relazionale che, se adoperato sull’esempio delle esperienze internazionali, potrebbe costituire anche uno strumento di snellimento del percorso giudiziario, garantendo la possibilitŕ di risolvere molte problematiche fuori dal tribunale. La Mediazione Familiare non č un intervento nuovo, ma č giŕ praticata da molti anni e con risultati assolutamente positivi in tutti i paesi d’Europa (Inghilterra, Francia, Spagna etc..). Nei paesi anglosassoni, la mediazione familiare viene addirittura vista come mezzo di risoluzione alternativo delle controversie rispetto al normale ricorso giudiziario (ADR Alternative Dispute Resolution). Solo in Italia questo intervento č ancora poco conosciuto: c’č ancora poca chiarezza su cosa sia la mediazione e sul ruolo che spetta ai mediatori, senza nulla togliere alle altre figure professionali che intervengono nei processi di separazione e divorzio: giudici, avvocati, psicologi, operatori sociali. Il mediatore, un professionista con competenze interdisciplinari, (psicologiche, sociologiche, pedagogiche e giuridiche) č adeguatamente formato alla comprensione, sul piano psicologico, del conflitto coniugale e familiare. La specificitŕ del mediatore risiede nella sua capacitŕ di creare un clima relazionale favorevole all’instaurazione e al mantenimento del dialogo tra le parti. Tra i suoi compiti, quello di favorire la comunicazione tra i partners, aiutandoli a comprendere i reciproci bisogni, interessi idee, al fine di trovare soluzioni concrete ai problemi che si presentano nella coppia. Non si tratta quindi di un risolutore di controversie né di un suggeritore di soluzioni, ma di un facilitatore di una comunicazione che sia tale da favorire la ricerca di accordi spontanei. Il lavoro di mediazione si svolge generalmente nell’arco di un tempo breve (pochi mesi) ed ha degli obiettivo molto definiti. Spesso, infatti, il conflitto č relativo ad aree molto specifiche (generalmente questioni relative al patrimonio, all’attribuzione dell’abitazione, all’affidamento, alla frequentazione e alla educazione dei figli). Solitamente i figli sono esclusi dalle sedute di mediazione familiare, in quanto si ritiene che debbano essere liberati dal carico emotivo di un conflitto che non appartiene a loro, piuttosto che esserne vittime o testimoni sofferenti. I genitori, con la mediazione familiare, hanno la possibilitŕ di dirimere direttamente tra di loro le divergenze, riducendo al minimo il coinvolgimento dei figli. In definitiva l’intento della mediazione, č quello di costituire uno strumento di aiuto nelle relazioni familiari che necessitino di riorganizzazione in vista o al seguito di un evento quale quello della separazione. Un percorso che va a colmare il vuoto significativo esistente nell’espressione “separazione consensuale”. Espressione questa puramente legale che, a meno che la relazione di coppia non fosse scarsamente rilevante sul piano affettivo, non troverŕ mai corrispondenza rispetto alla necessitŕ di gestire l’inevitabile conflitto psico-emotivo. | |
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Il C.S.P.O., Centro per lo Studio e la Prevenzione Oncologica – Istituto Scientifico della Regione Toscana, a Campi Bisenzio