Consiglio Direttivo per il triennio 2016-19

AMBROSINI VALERIO RESPONSABILE PROTEZIONE CIVILE
BECAGLI ALDO DIRETTORE SOCIALE
FEDI LORENZO RESPONSABILE DEI VOLONTARI
FERRINI GIULIO RESPONSABILE SANITARIO
FONTANA DANIELA RESPONSABILE STUDI MEDICI – LPU – MAP
LIPANI SETTIMO AMMINISTRATORE
MALENTACCA GIOVANNI RESPONSABILE MANUTENZIONE SEDE
MAZZONI ANNA MARIA SEGRETARIO
MILITELLO GIOVANNI PRESIDENTE
PICCINI ELENA VICEPRESIDENTE
PURPURA FABIO RESPONSABILE DONATORI SANGUE
RICEPUTI PAOLO RESPONSABILE MANUTENZIONE SEDE

I Collegi sono così composti:

COLLEGIO SINDACI REVISORI  
   
   
   
 
COLLEGIO PROBIVIRI  
PACE GIUSEPPE
PUCCI DON ANDREA
PUPPO ENNIO  

 

Codice Etico


INDICE

Premessa

Destinatari

Impegni del Consiglio Direttivo

Obblighi dei dipendenti, collaboratori e dei volontari

Efficacia del Codice

Qualità e Risorse Umane

Principi Etici

Rapporti con i dipendenti, collaboratori e i volontari

Rapporti con i soci e fornitori

Rapporti con la Pubblica Amministrazione

Rapporti con organizzazione partitiche e sindacali

Rapporto con gli organi di informazione

Iniziative associative

Registrazioni contabili

Controlli interni

Integrità morale

Risorse umane

Molestie

Abuso di sostanze alcoliche o stupefacenti

Fumo

Informazioni riservate e tutela della privacy

Insider trading

Norme di Comportamento da tenere all’interno dell’Associazione (allegato e parte integrante)

1. Premessa

Nata durante l’epidemia del colera 1854-1855, da don Colzi e gruppo di cittadini, parrocchiani della Pieve di Santo Stefano a Campi, che decisero di unire le proprie forze e di prestare la propria opera di soccorso a servizio della collettività, affiancando la Misericordia nel duro compito del trasporto dei malati. Fu riformata l’8 dicembre 1871 e nel 1880 diviene “Fratellanza di Mutua e Pubblica Assistenza”.

La Pubblica Assistenza di Campi è iscritta all’Albo Regionale Toscano delle Associazioni di volontariato della Giunta Regionale n. 921 del 19.08.94, in attuazione della Legge Regionale n. 58 del 7 maggio 1985, è una ONLUS in ottemperanza della Legge n. 460 del 1997.

Aderisce al movimento nazionale e regionale delle Associazioni di Pubblica Assistenza. Ispira la sua opera ai principi di solidarietà, allo sviluppo dell’impegno volontario, alla partecipazione dei propri associati alla democrazia. L’Associazione è formata da donne e uomini che si assumono l’impegno di attuare le finalità statutarie.

1 Organizzare le risposte ai bisogni sanitari e il soccorso di malati e feriti; sviluppare la partecipazione attiva per la soluzione dei problemi sanitari, sociali, ambientali, di protezione civile, culturali e ricreativi; analizzare e supportare i bisogni morali e materiali della collettività, con particolare attenzione a quelli dei più deboli, dei disabili e degli emarginati; costruire una società più equa e solidale; affermare la cultura della pace, fra singoli e fra i popoli, affermare i principi della “non violenza” e dell’ “antifascismo”; affermare di pari opportunità tra donne e uomini, rispetto della libertà individuale ed espressione della propria personalità; costituire o aderire a Consorzi nel campo della mutualità e delle onoranze funebri; valorizzare il nuovo welfare; unire le associazioni di volontariato; finanziare e promuovere lo sviluppo delle attività delle cooperative sociali.

Al fine di definire con chiarezza i valori ai quali la Pubblica Assistenza di Campi Bisenzio si ispira per raggiungere i propri obiettivi e affermare i principi etici che coinvolgono gli aderenti al corpo sociale (ai fini anche della prevenzione dei reati considerati dal D.Lgs. 231 del 2001), è stato predisposto il Codice Etico ( “Codice”) la cui osservanza è di primaria importanza per l’affidabilità e la funzionalità associativa, per la soddisfazione dei soci e per l’impegno dei volontari , per la reputazione e l’immagine della Associazione.

Tutti fattori che costituiscono i fondamenti per lo sviluppo della Pubblica Assistenza campigiana. Le attività dell’Associazione devono essere quindi svolte nel rispetto di tutte le disposizioni di legge e dei principi di onestà, affidabilità, imparzialità, lealtà, trasparenza, correttezza e buona fede.

Al raggiungimento dei suddetti fini i volontari, i dipendenti della Pubblica Assistenza di Campi Bisenzio, ma anche i soci e tutti coloro che cooperano con l’Associazione sono tenuti al rispetto dello Statuto, dei Regolamenti e dei precetti stabiliti nel presente Codice.

Ciascun volontario, socio e dipendente è tenuto a conoscere il Codice e a contribuire attivamente alla sua osservanza. A tal fine il Consiglio Direttivo della Pubblica Assistenza di Campi Bisenzio, per quanto di sua competenza, si impegna a garantire la massima diffusione del Codice ed a fornire adeguati strumenti di informazione in ordine ai contenuti dello stesso.

Ogni comportamento contrario alla lettera e allo spirito del Codice sarà perseguito e sanzionato in quanto contrario ai principi dell’Associazione.

Il Consiglio Direttivo della Pubblica Assistenza di Campi Bisenzio vigilerà sull’osservanza delle norme contenute nel Codice, assicurando, tramite il Responsabile in Consiglio della Qualità e delle Risorse Umane, la trasparenza delle operazioni e delle azioni correttive poste in essere in caso di violazione da parte del personale dipendente. Per i soci informandone il Collegio dei Probiviri e la Commissione Disciplina per il Corpo dei Volontari.

          2. Destinatari

Le norme del Codice si applicano ai volontari, ai soci frequentatori e ai dipendenti della Pubblica Assistenza di Campi Bisenzio e a tutti coloro che cooperano al perseguimento dei fini associativi, per cui anche gli operatori della Cooperativa “Le Trecciaiole” (denominati di seguito collaboratori), nel contesto delle relazioni che essi intrattengono con la Pubblica Assistenza medesima.

Entrambi i componenti del Consiglio Direttivo della Pubblica Assistenza di Campi Bisenzio e della Cooperativa “Le Trecciaiole” sono tenuti ad ispirarsi ai principi del Codice, condividendo e consegnando concreta attuazione alle attività di direzione.

Ciascun consigliere, volontario e dipendente dovrà svolgere con onestà, impegno e rigore le proprie funzioni e dovrà, altresì, operare nel rispetto della legalità.

I criteri di correttezza, collaborazione, lealtà e reciproco rispetto dovranno improntare i rapporti tra tutti i componenti che operano all’interno dell’Associazione, di qualsiasi livello, e fra questi ed i soci.

Le operazioni, le negoziazioni ed in genere qualsiasi altra azione, posta in essere dal Direttivo, dai volontari, dai collaboratori e dai dipendenti dell’Associazione nello svolgimento delle loro attività, dovranno essere improntate alla correttezza gestionale, alla trasparenza e alla completezza delle informazioni ed in conformità alle procedure interne se elaborate e per le quali è responsabile il Direttore dell’Associazione.

3. Impegni del Consiglio Direttivo

Ogni consigliere è innanzitutto un volontario, pertanto obbligato a seguire le norme del Codice Etico.

Il Consiglio Direttivo tramite la delega assegnata a uno dei suoi componenti, assicura la massima diffusione del Codice presso i soci, i volontari, i dipendenti, i collaboratori, i frequentatori degli Studi Medici, gli affittuari e i soci del Circolo “Gni Gni”.

Il Responsabile in Consiglio Qualità e Risorse umane, collabora con il Collegio dei Proibiviri e la Commissione Disciplina. Fornisce chiarimenti circa la corretta interpretazione del Codice e ne segue l’aggiornamento, con la collaborazione del Presidente, del Direttore e del Responsabile dei Volontari in caso di:

obblighi dei dipendenti e dei collaboratori

obblighi dei volontari

obblighi dei soci

4. Obblighi dei dipendenti, collaboratori e dei volontari

Ogni dipendente e volontario e socio frequentatore ha il dovere di conoscere le norme contenute nel Codice e ha l’obbligo di:

astenersi dal tenere comportamenti contrari alle disposizioni del Codice;

riferire al proprio superiore

(dipendente –> al direttore o al coordinatore per la Cooperativa Le Trecciaiole;

volontario –> al caposquadra e al responsabile volontari

al Consiglio Direttivo, con il risultato dei primi immediati riscontri, tramite il Responsabile Qualità e Risorse Umane.

Ciascun dipendente, volontario o collaboratore dovrà, nei confronti di altri che entrano in rapporto con l’Associazione:

informarli adeguatamente circa le disposizioni del presente Codice;

esigere il rispetto delle disposizioni qui contenute per lo svolgimento delle attività,

far conoscere le leggi inerenti il volontariato (L. 266/91), e gli obblighi derivanti dalle convenzioni sanitarie e sociali

5. Efficacia del Codice e conseguenze delle sue violazioni

Per il personale dipendente e gli operatori, le norme contenute nel Codice devono considerarsi parte essenziale delle obbligazioni contrattuali previste per i dipendenti ai sensi dell’articolo 2104 del codice civile. L’adozione da parte di loro di un comportamento che disattenda le suddette norme costituisce, inoltre, violazione dell’obbligo dei lavoratori di eseguire con la diligenza i compiti loro affidati, assumendosene la personale responsabilità e attenendosi alle direttive dell’Associazione, così come previsto dal CCNL.

Con riferimento alle sanzioni irrogabili, si precisa che esse verranno applicate nel rispetto di quanto previsto dal sistema disciplinare aziendale e dalle procedure previste dal CCNL.

Il Consiglio Direttivo si impegna a prevedere ed irrogare, con coerenza, imparzialità ed uniformità, sanzioni proporzionate, a seconda della loro gravità, alle rispettive violazioni del Codice e conformi alle vigenti disposizioni in materia di regolamentazione dei rapporti di lavoro.

Per i soci effettivi e ordinari, si fa riferimento allo Statuto, ai regolamenti interni (Regolamento Interno, dei Volontari e le Norme di Comportamento), fino alla sospensione e alla revoca della qualifica di socio, delle loro attività di volontariato, di frequenza e di servizio civile

6. Qualità e Risorse Umane

Il Regolamento Interno del Consiglio Direttivo, approvato Assemblea dei Soci del 15 settembre 2006, ha istituito la responsabilità alla Qualità e alle Risorse Umane.

Le indicazioni del Responsabile in rapporto al corpo sociale, al personale dipendente e ai collaboratori sono improntate sulla vigilanza e l’osservanza del Codice, alla sua divulgazione e promozione, curandone se necessario l’aggiornamento.

7. Principi etici

La competitività e la concorrenzialità dell’Associazione sono strettamente correlate all’efficienza degli uomini e dei mezzi che, tra loro integrati, risultino idonei a raggiungere con efficacia gli obiettivi statutari.

Obiettivo primario dell’Associazione e di coloro che la dirigono è quello di proporre e realizzare progetti, azioni ed investimenti finalizzati a preservare ed accrescerne il capitale sociale senza sacrificare la specificità di ogni singolo apporto. L’Associazione per il raggiungimento dei propri obiettivi si ispira ai seguenti principi:

norme statutarie della Pubblica Assistenza di Campi Bisenzio;

rispetto di tutte le disposizioni di legge e regolamentari vigenti;

osservanza delle più rigorose regole comportamentali nei rapporti con la Pubblica Amministrazione nel pieno rispetto delle funzioni istituzionali;

onestà, trasparenza ed affidabilità;

eguaglianza ed imparzialità nel trattamento degli associati-utenti, dipendenti, collaboratori, consiglieri e volontari;

lealtà, correttezza e buona fede;

rispetto dei propri dipendenti, collaboratori, volontari, consiglieri, e delle persone in generale;

tutela dell’ambiente e sicurezza, con riferimento anche a quella sul luogo di lavoro;

Ciascun dipendente, consulente, socio, fornitore, partner e chiunque abbia rapporti conl’Associazione è tenuto ad osservarne i Principi. L’Associazione non inizierà o proseguirà alcun rapporto con chi manifesti di non voler rispettare i principi e le regole associative.

Nell’espletamento delle proprie mansioni lavorative il dipendente dovrà astenersi dallo svolgere attività che non siano nell’interesse dell’Associazione. Ciascun dipendente può partecipare alla vita associativa, fuori dall’orario di lavoro, con attività diverse da quelle lavorative.

I dipendenti devono evitare tutte quelle attività che siano o che comunque appaiano in conflitto con il lavoro svolto nella quotidianità o che possano, comunque, interferire con il ruolo svolto in associazione.

A titolo esemplificativo, ma non esaustivo, costituiscono conflitto di interessi:

la cointeressenza – palese od occulta – in attività di fornitori, clienti, concorrenti;

la strumentalizzazione della propria posizione funzionale per la realizzazione di interessi contrastanti con quelli dell’associazione;

l’utilizzazione di informazioni acquisite nello svolgimento di attività lavorative a vantaggio proprio o di terzi e comunque in contrasto con gli interessi dell’associazione;

lo svolgimento di attività lavorative di qualunque genere (prestazioni d’opera e prestazioni intellettuali) presso clienti, fornitori, concorrenti e/o presso terzi in contrasto con gli interessi dell’associazione;

la conclusione, il perfezionamento o l’avvio di trattative e/o contratti che abbiano come controparte familiari o soci del dipendente, ovvero persone giuridiche di cui egli sia titolare o a cui egli sia comunque interessato.

8. Rapporti con i dipendenti, collaboratori e i volontari

Ogni dipendente e collaboratore della Cooperativa “Le Trecciaiole”, in relazione alle proprie funzioni, avrà cura di:

applicare “le buone prassi” di relazione nei rapporti con i colleghi, altri collaboratori e i volontari;

verificare la buona reputazione dei frequentatori dell’associazione, volontari, soci, partner, collaboratori e il loro comportamento all’interno dell’associazione;

riferire tempestivamente al proprio superiore e, al Responsabile Qualità e Risorse Umane;

menzionare espressamente, in tutti i contratti di collaborazione non subordinata e di rapporti con imprese, cooperative e partner progettuali, l’obbligo di attenersi ai Principi del Codice.

seguire il volontario nelle attività, fornendogli tutte le opportune informazioni, curarne l’inserimento e la conoscenza delle regole ivi compresi:

l’utilizzo corretto dei mezzi, la segnalazione della sua presenza in associazione, il risparmio e la cura delle risorse associative, la corretta identificazione della sua identità e attività interna, il rispetto delle turnazioni e dell’organizzazione associativa.

 9. Rapporti con i soci e i fornitori

In virtù dell’importanza delle relazioni e dei rapporti associativi, è fatto obbligo a tutti i componenti attivi dell’associazione di:

attenersi alle disposizioni del Codice;

osservare scrupolosamente le procedure interne emanate dal Direttore e approvate dal Consiglio Direttivo;

fornire accurate, veritiere ed esaurienti informazioni circa i servizi offerti dall’Associazione, affinché il richiedente – socio e cittadino – comprenda il ruolo e le attività del volontariato;

fornire servizi di qualità e di umanità, quali giuste aspettative del socio-cliente;

attenersi alle disposizioni di legge riguardo la tutela della privacy, della sicurezza e della salute;

attenersi agli Ordini di servizio, alle delibere consiliari e assembleari;

alle tariffe sociali per i servizi;

fornire informazioni sulla detraibilità delle donazioni e delle erogazioni liberali a favore dell’Associazione;

consegnare le ricevute di oblazione avendo cura di fornire la corretta indicazione di pagamento;

tutelare i diritti degli associati, assisterli nelle loro richieste di informazione presso enti e istituzioni;

fornire informazioni, su indicazione del Presidente, ai giornali e alle autorità locali e di polizia;

garantire assistenza a tutti i soggetti deboli, emarginati e poveri, coinvolgendo il Presidente della Associazione.

Nei rapporti di acquisto ovvero di approvvigionamento e, in genere, di fornitura di beni e servizi é fatto obbligo attenersi ai principi del presente Codice, nonché delle procedure interne, utilizzando la forma scritta:

presentare la richiesta all’Economo, anche verificando preventivamente i rapporti di qualità, prezzo, convenienza, capacità ed efficienza.

Nessuno dei componenti del Direttivo, né i dipendenti né i volontari potranno ricevere alcuna forma di corrispettivo da parte di chiunque per l’esecuzione di un atto in nome e per conto dell’Associazione o contrario ai doveri associativi:

dare o ricevere, sotto alcuna forma, sia diretta che indiretta, regali, omaggi, ospitalità, salvo che il valore degli stessi sia tale da non compromettere l’immagine associativa;

subire alcuna forma di condizionamento da parte di terzi estranei all’Associazione, e dal medesimo a ciò non autorizzati, per l’assunzione di decisioni e/o l’esecuzione di atti relativi alla propria attività lavorativa.

ognuno che riceva omaggi, o altra forma di beneficio, non direttamente ascrivibili a normali relazioni di cortesia dovrà assumere ogni opportuna iniziativa al fine di rifiutare detto omaggio, o altra forma di beneficio, ed informarne il proprio superiore.

10. Rapporti con la Pubblica Amministrazione e/o relativi a rapporti di carattere pubblicistico

Le relazioni dell’Associazione con la Pubblica Amministrazione, le convenzioni, i protocolli d’intesa o in ogni caso relative a rapporti di carattere pubblicistico, devono ispirarsi alla più rigorosa osservanza dello Statuto, delle disposizioni di legge e regolamentari applicabili e non possono in alcun modo compromettere l’integrità e la reputazione dell’Associazione.

L’assunzione di impegni e la gestione dei rapporti, di qualsiasi genere, con la Pubblica Amministrazione e/o quelli aventi carattere pubblicistico sono riservati esclusivamente alle funzioni del Direttivo a ciò preposte e autorizzate.

Nei rapporti con la Pubblica Amministrazione l’Associazione non deve cercare di influenzare impropriamente le decisioni dell’istituzione interessata.

11. Rapporti con i partiti e le organizzazioni sindacali

La Pubblica Assistenza di Campi Bisenzio è apartitica, non eroga contributi di alcun genere, direttamente o indirettamente, a partiti né a loro rappresentanti o candidati, sia in Italia che all’Estero. Non consente nella propria sede l’esposizione di manifesti elettorali, promozione di attività partitiche o di liste direttamente interessate al governo del territorio comunale, provinciale, regionale, nazionale e internazionale.

Rispetta ogni pensiero politico e sindacale e ne valorizza la diversità, partecipa – se lo ritiene necessario, se richiesto e deliberato – ad eventi e manifestazioni per la tutela della salute, dell’ambiente, del lavoro, della sicurezza sociale, della pace e della legalità con i suoi simboli e la sua livrea.

12. Rapporti con gli organi di informazione

I rapporti tra l’Associazione ed i mass media in genere spettano esclusivamente al Presidente, responsabile legale dell’Associazione.

I rapporti devono essere intrattenuti, nel rispetto della politica associativa e, sarà cura del Presidente autorizzare il personale in servizio a fornire le informazioni.

In questo caso le comunicazioni dovranno essere immediate, accurate, veritiere, complete, trasparenti e tra loro omogenee.

La partecipazione dei volontari e dipendenti, in nome dell’Associazione o in sua rappresentanza, a comitati, associazioni temporanee di scopo, ad incontri deve essere regolarmente autorizzata dal Presidente. I dipendenti e i volontari che siano invitati, in nome dell’Associazione o in rappresentanza della stessa, a partecipare a convegni, congressi o seminari, o a redigere articoli, saggi o pubblicazioni in genere, sono tenuti ad ottenere la previa autorizzazione del diretto Responsabile circa i testi, le relazioni e qualsiasi altro documento a tal fine predisposto.

13. Iniziative associative

L’associazione, al fine di testimoniare il proprio impegno ad attivarsi per la soddisfazione degli interessi diffusi meritevoli di apprezzamento sotto il profilo etico, giuridico e sociale delle comunità in cui esso opera, si impegna a svolgere iniziative con l’apporto del volontariato, i dipendenti e i collaboratori sono tenuti a partecipare attivamente, sia per la definizione delle singole iniziative sia per il supporto organizzativo, amministrativo e di segreteria che tali iniziative comportano.

14. Registrazioni contabili

Ogni operazione o transazione deve essere correttamente registrata nel sistema di contabilità associativa secondo i criteri indicati dalla legge e dai principi contabili, nonché autorizzata, verificabile, legittima, coerente e congrua.

Affinché la contabilità risponda ai requisiti di verità, completezza e trasparenza del dato registrato, per ogni operazione deve essere conservata agli atti del Associazione un’adeguata e completa documentazione di supporto, in modo da consentire:

l’accurata registrazione contabile;

l’immediata determinazione delle caratteristiche e delle motivazioni alla base dell’operazione medesima;

l’agevole ricostruzione formale cronologica dell’operazione;

la verifica del processo di decisione, di autorizzazione e di realizzazione, nonché l’individuazione dei vari livelli di responsabilità.

Ciascun componente dell’Associazione è, pertanto, tenuto a collaborare – per quanto di propria competenza – affinché qualsiasi fatto relativo alla gestione dell’Associazione sia correttamente e tempestivamente registrato nella contabilità. Ciascuna registrazione contabile dovrà riflettere esattamente ciò che risulta dalla documentazione di supporto. Pertanto, sarà compito del dipendente o collaboratore a ciò deputato fare in modo che la documentazione di supporto sia facilmente reperibile ed ordinata secondo criteri logici.

I dipendenti e i collaboratori, che venissero a conoscenza di omissioni, falsificazioni o trascuratezze nelle registrazioni sia associative che contabili, sono tenuti a riferirne tempestivamente al proprio superiore – a all’Amministratore e al Responsabile delle Qualità e delle Risorse Umane che ne daranno comunicazione al Consiglio Direttivo.

 15. Controlli interni

Per “controlli interni” si intendono tutti gli strumenti necessari o utili a indirizzare, gestire, verificare e perseguire le attività dell’associazione, con il fine di assicurare il rispetto delle

leggi e dell’organizzazione, al fine di proteggere i beni associativi, gestire efficacemente le attività s e fornire con chiarezza informazioni sulla situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell’Associazione. E’ compito del Direttivo diffondere, a tutti i livelli, una cultura interna caratterizzata dalla consapevolezza dell’esistenza dei controlli ed orientata all’esercizio del controllo stesso.

Nell’ambito delle loro funzioni e competenze, i consiglieri e il direttore dell’Associazione saranno tenuti a partecipare alla realizzazione e all’attuazione di un sistema di controllo efficace e a renderne partecipi tutti i componenti del corpo sociale.

I dipendenti e i collaboratori come i volontari saranno, pertanto, tenuti, per quanto di loro competenza:

alla definizione e al corretto funzionamento del sistema di controllo;

a custodire responsabilmente i beni aziendali, siano essi materiali o immateriali, strumentali all’attività svolta e a non farne un uso improprio;

rispettare le scadenze associative, amministrative e contabili

fornire reports mensili sulle attività sociali, sanitarie e di servizi di onoranze funebri e del volontariato

segnalare le presenze

segnalare le in operatività e i disservizi su appositi registri

compilare la modulistica per i sinistri e sottolineando o meno la presenza di testimoni.

L’ufficio Presidenza, il Responsabile della Qualità e delle Risorse Umane e la società di revisione contabile incaricata hanno libero accesso ai dati, alla documentazione e a qualsiasi informazione utile allo svolgimento dell’attività di controllo interno e revisione contabile.

16. Integrità morale

Né il Direttivo, né il corpo dei Volontari, né i propri dipendenti dovranno, in alcun modo e in alcuna circostanza, essere implicati in vicende che possono essere illegittime.

Prima di stabilire relazioni associative, vendite o stipulare contratti con fornitori occasionali si dovranno ottenere assicurazioni circa l’integrità morale, la reputazione ed il buon nome della controparte.

17. Risorse umane

Le risorse umane sono considerate elemento indispensabile per l’esistenza e lo sviluppo futuro della Pubblica Assistenza.

Affinché le capacità e le competenze di ciascuno dei componenti dell’associazione (essi siano volontari, dipendenti e collaboratori), possano essere valorizzate ed esprimere il proprio potenziale, le funzioni del Direttivo che ne hanno competenza (Direttore Sociale, Responsabile Qualità e Risorse Umane, Responsabile dei Volontari) devono: applicare criteri di merito e di competenza nell’adottare qualsiasi decisione nei confronti di ognuno; selezionare, assumere, formare, retribuire e gestire i dipendenti e i volontari senza discriminazione alcuna, facendo in modo che tutti possano godere di un trattamento equo e paritario, indipendentemente

dal sesso, dall’età, nazionalità, religione, etnia; garantire a ciascuno eguali opportunità con riferimento a tutti gli aspetti del rapporto di lavoro o di volontariato con l’Associazione, inclusi, a titolo esemplificativo, i riconoscimenti professionali, le retribuzioni, i corsi di aggiornamento e formazione, etc.

Le funzioni del Direttivo delegate (Direttore, Responsabile Qualità e Risorse Umane, Responsabile dei Volontari) si impegnano a tutelare l’integrità psichica e fisica dei dipendenti, dei volontari e dei collaboratori, nel rispetto della loro personalità, evitando che gli stessi possano subire condizionamenti o disagi.

L’Associazione e il suo maggiore Organo di Rappresentanza si riserverà, a tutela dell’immagine associativa, il diritto di ritenere rilevanti anche comportamenti extra associativi che, per la loro risonanza, siano ritenuti offensivi per la sensibilità civile, ed interverrà per impedire atteggiamenti interpersonali ingiuriosi o diffamatori.

I volontari, i dipendenti e i collaboratori saranno, pertanto, tenuti a collaborare al mantenimento di un clima associativo di reciproco rispetto e a non porre in essere atteggiamenti che possano ledere la dignità, l’onore e la reputazione di ciascuno.

18. Molestie

Il Direttivo esige che nelle relazioni di lavoro e di volontariato sia interne sia esterne non si verifichino molestie di alcun genere:

utilizzo improprio dei dati sensibili quali ad esempio l’informazione su indirizzi e riferimenti telefonici;

creazione di un ambiente sociale ostile nei confronti di singoli o di gruppi

ingiustificata interferenza con il lavoro altrui – pur volontario;

creazione di ostacoli e impedimenti alle prospettive di formazione o professionali altrui;

molestie sessuali, ovvero proposte di relazioni interpersonali non gradite e inopportune.

    19. Abuso di sostanze alcoliche o stupefacenti

Ciascun componente dell’Associazione deve astenersi dal prestare la propria attività sotto l’effetto di sostanze alcoliche, o che sortiscano analogo effetto e di consumare tali sostanze nel corso della prestazione.

20. Fumo

L’Associazione Pubblica Assistenza di Campi Bisenzio si impegna quotidianamente a garantire la sicurezza e la salute dei cittadini.

Il Divieto di fumo è esteso oltre nei luoghi nei quali ciò possa generare pericolo per la sicurezza delle persone e la salubrità degli ambienti anche nei mezzi sociali e sanitari.

21. Informazioni riservate e tutela della privacy

Le attività dell’associazione richiedono costantemente l’acquisizione, la conservazione, il trattamento, la comunicazione e la diffusione di dati, documenti ed informazioni attinenti a servizi in convenzione e per i soci. La banca dati può contenere,oltre, dati personali protetti dalla normativa a tutela della privacy, dati che non possono essere resi noti all’esterno ed infine dati la cui divulgazione potrebbe produrre danni all’Associazione stessa. Ciascun dipendente è quindi tenuto a tutelare la riservatezza e confidenzialità delle informazioni apprese in ragione della propria funzione lavorativa. Tutte le informazioni, conoscenze e dati acquisiti o elaborati dai dipendenti, collaboratori e volontari attraverso le proprie mansioni appartengono alla Pubblica Assistenza di Campi Bisenzio e non possono essere utilizzate,

comunicate o divulgate senza la preventiva e specifica autorizzazione del Presidente.

Ciascun dipendente, collaboratore e volontario dovrà:

acquisire e trattare solamente i dati necessari e direttamente connessi alle sue funzioni;

conservare detti dati in modo tale da impedire a terzi estranei di prenderne conoscenza;

La Pubblica Assistenza e la Cooperativa Le Trecciaiole dal canto loro si impegnano a proteggere le informazioni ed i dati relativi ai volontari e propri dipendenti e ai terzi, e ad evitare ogni uso improprio delle stesse.

22. Insider trading

Tutti i dipendent, e collaboratori e volontari dovranno rispettare le norme, sia nazionali che internazionali, relative all’insider trading. Nessun dipendente o collaboratore e volontario potrà quindi trarre vantaggi di alcun genere, diretti o indiretti, personali o patrimoniali, dall’utilizzo di informazioni tutelate ai sensi delle predette normative, ove le stesse non siano di dominio pubblico.

Il regolamento

Art. 1 Finalità del Regolamento

Il presente Regolamento attua le norme dello Statuto dell’Associazione (art. 21), di Pubblica Assistenza di Campi Bisenzio ed è stato approvato dall’Assemblea Ordinaria in data 15 settembre 2006.

Art. 2 Emblema associativo

Le modalità di esposizione e la descrizione dell’emblema associativo sono contenute nell’Art. 3 dello Statuto.

Le proporzioni fra le varie componenti e i colori sono quelle riportate nell’allegato al presente regolamento, di cui fa parte integrante e sostanziale (Allegato n. 1).

L’emblema associativo sarà riportato sulla bandiera, sullo stendardo, sul timbro e sulla carta intestata dell’Associazione.

L’emblema associativo può essere utilizzato unicamente dalla Pubblica Assistenza di Campi Bisenzio e non può comunque, essere utilizzato per interessi personali di singoli o di gruppi di associati.

In particolare è fatto divieto utilizzare l’emblema associativo e la divisa associativa al di fuori di attività di servizio e di rappresentanza effettuata per conto dell’Associazione.

Art. 3 Bandiera e Stendardo Associativo

La bandiera e lo stendardo associativo parteciperanno a manifestazioni pubbliche o private con le modalità espresse dallo Statuto (Art. 3) e da presente regolamento, ai funerali delle associate e degli associati, alle manifestazioni del 25 aprile e della Repubblica, alle manifestazioni promosse dalle Associazioni di Pubblica Assistenza, dall’ANPAS nazionale e regionale, a cerimonie indette dalle pubbliche istituzioni e a tutte le altre a cui il Consiglio Direttivo riterrà opportuno dare adesione.

Art. 4 Fini statutari e loro perseguimento

L’Associazione, allo scopo di raggiungere i propri fini statutari, organizza la propria attività sulle base di una previsione predisposta dal Consiglio Direttivo e approvata dall’assemblea ordinaria dei soci (Art. 15 dello Statuto). Sviluppa le proprie relazioni con il mondo del volontariato cittadino per lo scambio di reciproche esperienze, per trovare temi e creare reti di comune impegno, può aderire a consorzi pubblici e privati, a cooperative sociali, costituire società di servizio, purché rispettino le attività e le idealità statutarie. L’adesione a consorzi o la costituzione di società dovranno essere deliberati dall’Assemblea degli associati, su proposta motivata del Consiglio Direttivo.

L’Associazione inoltre, potrà avvalersi di consulenze scientifiche, temporanee e permanenti, affidare incarichi professionali per il raggiungimento dei fini statutari. In tal caso spetterà al Consiglio Direttivo la decisione in merito a queste scelte che dovranno, comunque, sostanziarsi in convenzioni o accordi scritti con i tecnici o professionisti incaricati.

Art. 5 Ammissione degli associati ordinari e volontari

L’ammissione degli associati spetta al Consiglio Direttivo (Art. 7 dello Statuto). L’aspirante associato deve rivolgere domanda scritta al Presidente dell’Associazione, corredata dalla firma del Segretario.

Entro 10 (dieci) giorni dalla presentazione della domanda il Consiglio Direttivo dovrà esprimere il proprio eventuale parere negativo motivato all’ammissione del nuovo associato, trascorso questo termine la domanda s’intende tacitamente accolta.

L’ammissione dei nuovi soci avrà decorrenza dall’esercizio durante il quale domanda è stata presentata. Al termine di ogni esercizio, entro il mese di gennaio dell’anno successivo, verrà compilato l’elenco degli associati ordinari alla Pubblica Assistenza di Campi Bisenzio.

Saranno mantenuti in tale elenco tutti gli associati ammessi fino a due anni precedenti l’esercizio in questione; il pagamento delle quote associative arretrate non darà corso alla cancellazione dall’elenco degli associati.

L’associato ordinario cancellato dall’elenco soci, per motivi inerenti a sanzioni disciplinari, potrà presentare domanda di riammissione al Presidente dell’Associazione, con le procedure previste nei capoversi precedenti.

In questo caso l’aspirante socio dovrà attendere la decisione favorevole del Consiglio Direttivo alla sua riammissione.

L’Associato che intende impegnarsi direttamente nelle attività della Pubblica Assistenza di Campi Bisenzio dovrà presentare domanda scritta al Presidente  tramite il responsabile dei rapporti con i volontari, specificando il settore di suo interesse su apposita modulistica predisposta (Allegati n. 2a e 2b). La domanda verrà esaminata dal Responsabile del Corpo dei Volontari e, portata all’attenzione del Consiglio Direttivo. L’associato volontario verrà accolto da un apposito comitato, ammesso ai corsi di formazione sanitari indicati dalla L.R. 25. Sociali e interni se necessari allo svolgimento della sua attività volontaria con il sostegno del Responsabile dei Volontari o suo delegato.

I volontari saranno inseriti in un apposito elenco che, annualmente, verrà aggiornato da parte del Responsabile dei Volontari.

Art. 6 Tessera Associativa e Documentazione

Agli associati ordinari ammessi sarà consegnata la tessera associativa che avrà valore personale e annuale.

Agli associati volontari ammessi sarà consegnata, ulteriore tessera ANPAS, anch’essa con valore personale e annuale, contenente le qualifiche e le specializzazioni conseguite nell’ambito delle attività associative. Ai nuovi associati volontari dovrà essere consegnata copia dello Statuto, il presente regolamento e il regolamento dei volontari dell’Associazione.

L’Associazione si fa carico con delibera del Consiglio Direttivo entro il 30 settembre di ogni anno, della quota associativa relativa agli associati volontari dal 2° anno della loro ammissione, indicando in bilancio e nell’apposito capitolo di spesa, denominato“Quota associativa volontari”,  la quota di € 0,30 per il totale degli associati attivi al 31 dicembre dell’anno in corso.

Ogni socio potrà richiedere, in qualsiasi momento, copia dello Statuto e dei Regolamenti ad esso connessi.

Art. 7 Associati Onorari

La proposta di nomina ad Associato onorario è compito del consiglio Direttivo, che potrà comunque avvalersi di segnalazioni di associati. La revoca della qualifica di Associato onorario è disposta dall’Assemblea dei soci. I nominativi degli Associati onorari saranno inseriti su apposito Albo Soci Onorari, dal Segretario dell’Associazione.

I proposi alla nomina dovranno possedere, in via esplicativa, alcuni dei seguenti requisiti:

aver illustrato e resi operanti nella collettività i principi informatori dello Statuto dell’Associazione, con particolare riferimento ad azioni che non hanno comportato interessi personali e fini di lucro, rivolte anche al campo degli studi, delle ricerche e delle attività culturali.

Aver svolto, con continuità per almeno 20 anni, mantenendo un comportamento in sintonia con i principi statutari, attività di volontariato nell’associazione.

Aver sostenuto, in maniera considerevole con donazioni, oblazioni, lasciti, le attività dell’Associazione.

Art. 8 Revoca della Qualifica di Associato Volontario

La revoca della qualifica di volontario, quando non rientri in quanto previsto dalla Statuto per ciò che attiene alle sanzioni disciplinari, viene disposta dal Consiglio Direttivo su proposta dei responsabili dei rapporti con i volontari.

La revoca della qualifica di volontario si attua quando venga meno il rapporto di continuità nel contributo al raggiungimento dei fini statutari e nell’esecuzione di attività e servizi per l’Associazione.

Trascorso un anno dall’interruzione del rapporto di continuità, di cui al capoverso precedente e in assenza di valide motivazioni giustificate di ciò, la procedura avrà inizio automaticamente.

Art. 9 Richiesta convocazione assemblea

La richiesta di convocazione dell’Assemblea, sottoscritta da almeno 1/10 (art. 15 dello Statuto) dei soci aventi diritto al voto, dovrà essere indirizzata per scritto al Presidente dell’Associazione e per conoscenza, al Presidente dei Sindaci Revisori e/o del Collegio dei Probiviri, e contenere gli argomenti da inserire nell’ordine del giorno. La richiesta dovrà essere sottoscritta e consegnata presso la segreteria dell’Associazione.

Art. 10 Proposte degli Associati

Le proposte degli Associati, inerente al funzionamento e alle attività dell’Associazione, dovranno essere sottoscritte e indirizzate agli organi associativi competenti.

Gli organi competenti avranno l’obbligo di rispondere ai proponenti entro 30 giorni dal ricevimento della proposta.

La risposta potrà avvenire sia per scritto che in un apposito incontro per un associato o riunione per più associati della quale dovranno essere tempestivamente informati i proponenti.

Le proposte in questione dovranno essere consegnate alla segreteria associativa (art. 8 dello Statuto).

Art. 11 Procedure Associative

 E’ cura dell’Ufficio Presidenza e dei Provveditori istituire opportune procedure associative riguardanti le modalità organizzative interne dell’associazione, quali il comportamento e le responsabilità del personale dipendente o di servizio, del volontariato e degli Organi dirigenti in caso di manutenzione ordinaria e straordinaria mezzi e sede, l’inventario e il magazzino farmaci, la cassa, i sinistri dei mezzi a noleggio e tutte le altre procedure necessarie all’espletamento corretto delle attività di volontariato, indicate con apposita deliberazione del Consiglio Direttivo.

 Art. 12 Richiesta di informazioni

Gli organi dirigenti dell’Associazione hanno l’obbligo di rispondere alle richieste di informazione formalmente avanzate dagli Associati, purché non si riferiscano a rapporti interpersonali, a rapporti con il personale dipendente, a segreti di ufficio e, in via temporanea e straordinaria, a fatti e decisione che richiedono ancora supplemento di istruttoria o siano in corso di definizione per cui la loro prematura diffusione possa pregiudicarne il buon esito.

Terminata questa congiuntura l’informazione richiesta dovrà essere fornita.

Le informazioni dovranno essere date entro 30 giorni dalla richiesta o dal momento in cui queste si rendano accessibili.

In caso di mancata risposta gli associati interessati potranno rivolgersi al Collegio dei Probiviri e/o dei Sindaci Revisori affinché, per quanto di loro competenza, intervengano sul Consiglio Direttivo e, nel caso di inadempienza, ne sostituiscano le funzioni di informazione.

Le richieste di informazioni dovranno essere consegnate alla segreteria associativa.

Il Consiglio Direttivo, comunque, darà pubblicità con affissione all’Albo Associativo (Art. 26 dello Statuto) delle decisioni adottate nelle sue riunioni e s’impegna a pubblicare le delibere, con cadenza almeno trimestrale. Ogni verbale o comunicazione esposta dovrà essere accompagnata dalla firma del Legale Rappresentante dell’Associazione e dal Segretario (articolo 22 dello Statuto).

Art. 13 Procedura per l’elezione degli organi associativi

L’assemblea ordinaria triennale, non oltre il mese di maggio,  dà mandato alla Commissione Elettorale (articolo 19 dello Statuto) di espletare il proprio compito in un lasso di tempo non superiore a 40 giorni. Nella medesima assemblea si dovrà stabilire il numero dei membri del Consiglio Direttivo, come da articolo 20 dello Statuto. L’associato che desidera proporre la sua candidatura dovrà presentare apposita richiesta sostenuta dalla firma di altri dieci (10) soci in regola con le quote associative (Art. 19 Statuto), entro e non oltre il termine dalla stessa stabilito.

La Commissione Elettorale dovrà quindi predisporre le comunicazioni e l’informativa necessaria ai Soci per espletare il diritto di voto, con manifesti, locandine, attraverso comunicati a Disegno Comune, ai quotidiani, al periodico dell’Associazione e l’esposizione delle informazioni presso l’Albo Associativo e, comunque ogni altro mezzo informativo utile alla massima valorizzazione del voto e della consultazione elettorale.

Inoltre la Commissione dovrà, con il supporto della Segreteria associativa, predisporre le schede elettorali di diverso colore come riportato nel successivo articolo 14 (Allegato n. 3 a-b-c-).

La Commissione Elettorale convoca gli associati per le elezioni generali articolando lo svolgimento delle elezioni in due giorni e con orario di apertura del seggio non inferiore alle 4 ore giornaliere.

Lo scrutinio pubblico delle schede deve avvenire immediatamente di seguito alla chiusura definitiva del seggio elettorale. Le schede su cui avverranno le votazioni dovranno essere firmate da almeno tre (3) componenti della Commissione Elettorale. Gli associati aventi diritto al voto dovranno essere iscritti nell’elenco soci, debitamente aggiornato e vidimato dal Segretario e dal Consiglio Direttivo entro il precedente mese di gennaio, come da articolo 5 del presente regolamento e, se non conosciuti da almeno un componente della Commissione Elettorale o da un associato che ha già fruito del diritto di voto, dovranno esibire un documento di riconoscimento o tessera associativa.

Art. 14 Procedura per lo scrutinio delle schede e per la proclamazione degli eletti

In caso che le votazioni si svolgano su più schede, le stesse dovranno avere una diversa colorazione. Per prima verrà scrutinata quella relativa al Consiglio Direttivo e, successivamente, quelle del Collegio dei Probiviri e quella dei Sindaci Revisori. Ogni associato potrà entrare a far parte solamente di un Organo Associativo, per cui in caso difforme dovrà esplicitamente indicare la scelta dell’Organo in cui intende rimanere. Nel caso in cui ciò non avvenisse verrà dichiarato eletto nell’Organo in cui è stato proposto dalla Commissione Elettorale. La proclamazione degli eletti verrà effettuata dalla commissione elettorale con l’affissione all’Albo Associativo. In caso di riscontrate irregolarità nelle operazioni di voto, la Commissione Elettorale potrà richiedere agli Organi competenti la convocazione dell’Assemblea. A parità di voti sarà eletto negli Organi il candidato più anziano.

Art. 15 Convocazione degli Organi Associativi

 La Commissione Elettorale ha il compito di convocare la riunione degli organi, all’ordine del giorno l’insediamento e la costituzione degli stessi.

In caso di richiesta di convocazione dell’organo da parte di un terzo dei componenti, la riunione si dovrà svolgere entro sette giorni dalla richiesta e dovrà contenere all’ordine del giorno solamente gli argomenti richiesti dai richiedenti.

Art. 16 L’Ufficio Presidenza

 Il Consiglio Direttivo potrà avvalersi di un ufficio di Presidenza, in ottemperanza con l’articolo 22 dello Statuto, con le funzioni:

  1. approvare l’ordine del giorno predisposto dal Segretario su indicazione del Presidente, per la convocazione del Consiglio Direttivo;
  2. effettuare ogni azione necessaria alla promozione dell’immagine associativa;
  3. sovrintendere all’organizzazione delle progettazioni e delle sperimentazioni dell’Associazione;
  4. esprimere il proprio parere sui provvedimenti di urgenza adottati dal Presidente.

In quest’ultimo caso il Presidente potrà contattare personalmente i componenti dell’Ufficio di Presidenza per ascoltarne il parere, avvalendosi delle forme che  riterrà opportune.

 Art. 17 Funzioni di rappresentanza del Presidente e in sua assenza del Vice Presidente

Il Presidente quando è chiamato a rappresentare l’Associazione per la sottoscrizione di contratti, convenzioni etc.. o, agire e resistere in giudizio avanti a qualsiasi autorità giudiziaria (Articolo 22 e 28 dello Statuto), deve preventivamente informare l’Ufficio Presidenza e possibilmente il Consiglio Direttivo.

Art. 18 Consiglio Direttivo

 Il Consiglio Direttivo svolge le sue sedute, di norma, con la sola partecipazione dei consiglieri eletti.

Il Consiglio Direttivo può invitare alle sue riunioni gli Associati volontari e i tecnici che ritiene opportuni per l’assunzione delle proprie decisioni (Art. 27 dello Statuto). I consiglieri regionali e nazionali degli organismi della Pubblica Assistenza di Campi Bisenzio, sono, di norma invitati permanenti alle riunioni del Consiglio.

Il Collegio dei Probiviri e quello dei Sindaci Revisori, il Direttore e i dipendenti dell’Associazione sono invitati permanenti alle riunioni del Consiglio Direttivo.

Tutti gli invitati alle riunioni hanno diritto di parola ma non di voto.

 Art. 19 La Segreteria del Consiglio – Il Segretario

 La  Segreteria del Consiglio Direttivo è formata dal Segretario Direttivo dell’Associazione che potrà avvalersi del personale adibito a tale attività e di collaboratori da lui indicati e ratificati dal Consiglio Direttivo. Svolge le funzioni a norma dell’Art. 22 dello Statuto.

  1. convocare il consiglio direttivo e stilare il suo ordine del giorno, su indicazioni del Presidente, sentiti l’Amministratore e il Direttore Sociale, membri dell’Ufficio Presidenza e i responsabili di settore e del volontariato;
  2. convocare su deliberazione del Consiglio Direttivo le assemblee ordinarie e straordinarie, stilare l’ordine del giorno e come da indicazioni statutarie, promuoverne l’informazione e la comunicazione fra il corpo sociale;
  3. redigere, tenere e sottoscrivere i verbali contenenti le decisioni del Consiglio Direttivo, nonché riassumere la discussione degli organi stessi per l’affissione della sintesi nell’Albo Associativo, dopo la loro approvazione;
  4. sovrintendere all’organizzazione del protocollo associativo; tutelando il Presidente per le disposizioni indicate all’Art. 18 dello Statuto;
  5. sovrintendere a tutte le operazioni del tesseramento degli Associati, con particolare riferimento alla tenuta degli elenchi stessi;
  6. seguire e far predisporre tutti gli atti relativi ai rapporti esterni dell’Associazione in collaborazione del Direttore e di tutto il personale dipendente, entro i termini dagli stessi indicati, quali la compilazione annuale dei registri richiesti dagli Enti Locali, dagli Organismi regionali e nazionali ANPAS e ogni altro documento, necessario e finalizzato alla valorizzazione del volontariato (Art. 29 dello Statuto);
  7. ricevere le richieste di iscrizione di nuovi associati;
  8. ricevere le richieste di informazione inviate dagli associati agli organi associativi;

9.verificare l’aggiornamento del registro obbligatorio dei volontari;

predisporre dopo l’ammissione dell’associato volontario apposita    comunicazione informativa;

10. presentare al Consiglio Direttivo, entro il mese di gennaio di ogni anno, l’elenco dei soci ordinari, effettivi e onorari per la vidimazione dei registri associativi;

11. svolgere ogni altro compito a lui delegato dal Consiglio Direttivo, collaborare per le mansioni di segreteria con la Commissione Elettorale, con il Collegio dei Probiviri e con il Collegio dei Sindaci Revisori che hanno le funzioni di redigere, tenere e sottoscrivere il verbale delle riunioni degli organi associativi di competenza. La segreteria ha il compito di trasmettere, agli altri organi associativi le decisioni concernenti.

Art. 20 L’amministratore o Tesoriere

L’amministratore dell’Associazione ha le funzioni descritte all’Art. 22 dello Statuto.

–         Aggiorna periodicamente il Consiglio Direttivo sull’andamento della gestione del bilancio associativo;

–         firma gli atti e documenti di ordinaria amministrazione, delegato dal Presidente, con apposita delibera approvata in Consiglio Direttivo;

L’Amministratore potrà avvalersi del personale adibito alla segreteria associativa ed eventualmente di uno studio commerciale di fiducia e ratificato dal Consiglio Direttivo.

Art. 21 La Direzione Sociale

 Il Direttore Sociale ha le sue funzioni espresse all’Art. 22 dello Statuto. Segue con il Vicepresidente, il Responsabile sanitario e il Responsabile della Protezione Civile il mantenimento, l’aggiornamento e il miglioramento dell’attrezzatura sui mezzi sanitari sociali e per l’emergenza.

Collaborano con il Direttore Sociale il Direttore (Art. 22), e i consiglieri Responsabili di settore, nominati dal Consiglio Direttivo necessari per l’espletamento di tutte le sue funzioni.

 Responsabili di Settore

 Economo, provvede inventario beni mobili e immobili di proprietà o noleggio all’associazione, provvede agli acquisti su indicazione del Direttore Sociale e di concerto con l’Amministratore;

Provveditore Circolo, sovrintende l’acquisto di prodotti e la gestione del magazzino del circolo associativo. Suggerisce di concerto al Direttore Sociale le nuove forniture e la gestione della struttura al Consiglio Direttivo. Si avvale di volontari e personale della Cooperativa “Le Trecciaiole” per la conduzione dell’attività. L’Amministratore seguirà il controllo amministrativo;

Provveditore alle attività ricreative, sociali, raccolta fondi, sportive e di socializzazione, in accordo con il Direttore Sociale e il Corpo dei Volontari propone al Consiglio Direttivo iniziative di sostegno e raccolta fondi per l’Associazione. Promuove il turismo solidale in accordo con il responsabile Cultura della Pace e della Solidarietà;

Provveditore all’Organizzazione Risorse Umane, in accordo con il Direttore Sociale e il Direttore verifica l’organizzazione interna del personale in rispondenza alle necessità organizzative

Art. 22 – Il Direttore

 La Direzione operativa dell’Associazione è affidata al personale dipendente che esegue gli indirizzi organizzativi e politici delineati dal Consiglio Direttivo in ottemperanza alle finalità e alle attività statutarie (Art. 4 e 5 dello Statuto).

Il Direttore è il lavoratore inquadrato con profilo F e provvede ad organizzare la struttura associativa in accordo con la massima espressione politica, si confronta con il Direttore Sociale nel coordinare le presenze e le richieste straordinarie di copertura del servizio.  Fornisce allo stesso gli indirizzi e le indicazioni necessarie all’organizzazione del personale dipendente. Propone la destinazione delle risorse e la modalità di ulteriori finanziamenti alle attività dell’associazione e dell’Agenzia formativa di cui è il referente fino a diversa disposizione del Consiglio Direttivo. Il Direttore dovrà curare la periodica informazione al Direttore Sociale e quindi al Consiglio Direttivo ogni qualvolta lo ritiene opportuno e inderogabilmente entro il primo trimestre di ogni anno, al fine di identificare e valorizzare il bilancio di missione dell’Associazione. Coadiuva l’Amministratore e il Presidente nel bilancio consuntivo e preventivo. Reperisce e assembla tutti i riferimenti e i dati associativi utili all’elaborazione di statistiche richieste dal Consiglio Direttivo, dagli Enti Locali e Organismi del Volontariato in collaborazione con i responsabili di settore e di area del Consiglio Direttivo e di tutto il personale dipendente sia dell’Associazione sia delle Cooperative o dei Consorzi con cui l’Associazione ha intrapreso rapporti istituzionali. Da lei/lui dipendono tutti i dipendenti e i prestatori di servizio, formula l’organigramma in accordo con il coordinamento a cui è stata delegata la Cooperativa “Le Trecciaiole – Onlus”, sentito il parere del Direttore Sociale e presentandolo al Consiglio Direttivo per l’opportuna deliberazione e istruzione di servizio.

Art. 23 I responsabili del volontariato

I delegati o consiglieri responsabili del corpo dei volontari, protezione civile ed ambientale, donazione del sangue e degli organi e della formazione interna e di altri gruppi istituzionali previsti dall’art. 20, hanno la più completa autonomia operativa nel settore di cui sono rappresentanti, collaborano alle iniziative dell’Associazione e provvedono in sintonia a:

–         accogliere i nuovi associati volontari e, in collaborazione con il segretario redigere e aggiornare i registri di Legge.

–         informare con il supporto del segretario il corpo dei volontari sulle attività dell’associazione e sulla composizione dei gruppi e le responsabilità del volontariato nelle sue diramazioni e attività;

–         organizzare, informare e sovrintendere alle attività di formazione interna dedicata al volontariato sanitario, sociale e di protezione civile e ambientale;

–         collaborare con il Direttore per la formazione esterna svolta dall’Agenzia formativa, valorizzandone le attività tra i volontari;

–         seguire l’iter amministrativo legato alla formazione, rapportandosi con il responsabile della formazione e gli appositi organismi ANPAS regionali

–         rispettare, in collaborazione con il segretario del consiglio, la normativa vigente sulla privacy, riguardo  l’archiviazione dei dati personali e riservati dei volontari;

–         organizzare le attività di volontariato e della turnazione, in collaborazione con il Direttore Sociale e il coordinatore dei servizi;

–         rappresentare le istanze dei volontari, anche attraverso l’applicazione di un proprio regolamento interno;

–         rappresentare l’associazione negli appositi organi di coordinamento delle Pubbliche Assistenze a livello regionale e nazionale;

–         consegnare al Consiglio Direttivo ed esporre in bacheca dopo il loro primo insediamento l’organigramma esplicativo delle funzioni e delle responsabilità condivise e autonomamente deliberate dai Responsabili del Volontariato in apposita riunione organizzativa.

I Delegati potranno avvalersi di collaboratori tra i volontari e  ratificati dal Consiglio Direttivo.

 Art. 24 Responsabili di Area

I delegati o consiglieri in oggetto, avranno le seguenti funzioni:

1) Studi Medici:

–         sovrintendere all’organizzazione delle attività ambulatoriali dell’Associazione;

–         proporre e organizzare corsi di informazione sanitaria sulla prevenzione per gli associati ordinari e per la cittadinanza, in accordo con il Direttore;

–         mantenere rapporti con i medici convenzionati con l’associazione e organizzare le attività;

–         svolgere ogni altra funzione delegata dal Consiglio Direttivo negli organismi istituzionali come la Società della Salute.

Il Delegato potrà avvalersi del personale dipendente indicato dal  Direttore e dei volontari collaboratori da lei/lui scelti e i ratificati dal Consiglio Direttivo.

2) Sanitario

valorizzare la formazione per gli associati volontari sia nel rispetto delle leggi vigenti sia per una maggiore consapevolezza e crescita del volontariato sanitario;

  • sovrintendere in accordo con il Vicepresidente e il Direttore Sociale al mantenimento e al miglioramento delle attrezzature sanitarie, dei mezzi di soccorso, delle strumentazioni medicali e ai rapporti con il 118 ed Esculapio;
  • rappresentare l’associazione negli appositi organi di coordinamento delle Pubbliche Assistenze a livello regionale e nazionale.

3) Sociale

–         sovrintendere le attività di carattere sociale svolte dall’Associazione, in collaborazione con il Responsabile dei Volontari e il Coordinatore;

–         valorizzare la formazione, per gli associati volontari in relazione al settore di competenza;

–         sovrintendere alle attività dei progetti sul sociale, Girasole e  tele-soccorso per anziani e persone e rischio;

–         rappresentare l’associazione negli appositi organi di coordinamento delle Pubbliche Assistenze a livello regionale e nazionale;

4) Solidarietà e Cultura della Pace

–         sovrintendere all’organizzazione delle attività culturali e di solidarietà (interculturali, progetti internazionali, adozioni a distanza promozione mercato equo e solidale e di turismo solidale), in accordo con il Direttore Sociale o suo delegato per le attività sportive, ricreative e di turismo solidale;

–         promuove, valorizza e partecipa a manifestazioni, seminari e  dibattiti rivolti agli associati e alla cittadinanza sulla solidarietà, la cultura della pace, i diritti e la partecipazione con l’apporto dei volontari iscritti alle attività internazionali “Anemone” e “Bottega del Sole” e in sintonia con le finalità statutarie dell’Associazione.

–         rappresenta l’associazione negli appositi organi di coordinamento delle Pubbliche Assistenze a livello regionale e nazionale;

–         propone al Direttore dell’Agenzia Kiowa progetti di formazione rivolti alla cittadinanza attiva, al mercato equo e solidale e ogni altra formazione inerenti la cooperazione e la solidarietà internazionale.

Art. 25 Comitati di settore o di sezione: Composizione

I comitati di settore o di sezione sono previsti e regolamentati dallo Statuto all’Art. 27,  saranno istituiti con apposita delibera consiliare su proposta di uno o più consiglieri per attività di consulenza tecnica o scientifica o legale o amministrativa ma anche per ogni altra attività che possa contribuire allo sviluppo dell’associazione e del volontariato.

Possono costituirsi, in accordo con il Direttivo dei Volontari, in sostituzione della rappresentanza di alcuni gruppi di attività del volontariato e, quindi:

coordinare le attività del settore di competenza;

–         programmare le attività del settore di competenza, proponendo all’Amministratore le nuove necessità di investimento e di spesa;

–         collaborare, per il settore di competenza, alla formulazione del bilancio preventivo di spesa e di entrata dell’Associazione;

–         proporre l’adozione di norme regolamentari per il settore di competenza.

Su delega del Consiglio Direttivo potranno, inoltre:

–         organizzare la formazione degli associati volontari, se non vi sono presenze e responsabilità di questo settore nel Consiglio Direttivo;

–         disciplinare, in via d’urgenza, le attività di settore. La proposta di regolamentazione dovrà essere discussa dal Consiglio Direttivo entro 30 giorni dal ricevimento della stessa.

In caso di parere negativo del Consiglio Direttivo dovranno essere formulate, ai Comitati proponenti, le argomentazioni del diniego. E’ facoltà del Consiglio Direttivo richiedere modifiche e integrazioni alle regolamentazioni proposte.

Art. 26 Albo Associativo

 L’Albo Associativo (Art. 26 Statuto), sarà costituito da una bacheca, ricoperta da un vetro protettivo sui cui, a cura degli organi competenti, saranno affisse comunicazioni, decisioni, deliberati, informazioni per gli associati.

L’Albo associativo dovrà trovare posto nel luogo più visibile e accessibile della sede affinché sia possibile una facile individuazione dello stesso e un’agevole lettura di quanto esposto. La tenuta dell’Albo Associativo spetta al Segretario dell’Associazione.

Art. 27 Procedure per l’applicazione delle sanzioni disciplinari

Il Consiglio Direttivo può deferire al Collegio dei Probiviri gli associati ordinari e volontari che abbiano violato le norme dello Statuto.

Di tale deferimento dovrà essere data immediata comunicazione all’interessato da parte del Segretario del Consiglio Direttivo.

Il Collegio dei Probiviri può, autonomamente discutere su fatti e comportamenti di Associati ordinari e/o volontari che abbiano violato le norme statutarie e regolamentari, può, in conseguenza di ciò, proporre le sanzioni disciplinari del caso al Consiglio Direttivo.

Il Collegio dei Probiviri, comunque, dovrà informare l’interessato e invitarlo a un colloquio per chiarire la sua posizione.

Il Presidente, può decidere la sospensione delle attività il volontario che ha causato per motivata negligenza danni economici e di immagine all’Associazione, deferendolo immediatamente alla Commissione Disciplinare del Corpo dei Volontari e informando il Collegio dei Probiviri.

Art. 28 Regolamento Generale

 La modifica del Regolamento generale spetta all’assemblea degli associati, su proposta del Consiglio Direttivo. Gli allegati sono parte integrante del Regolamento Generale.

Campi Bisenzio, 07/09/2006

Approvato dall’Assemblea dei Soci il 15/09/2006

La Storia

E’ la solidarietà il filo conduttore dei 142 anni di storia della Pubblica Assistenza di Campi Bisenzio. Una storia iniziata informalmente già nel 1855 quando un parroco decise di organizzare un gruppo di volenterosi per affrontare la terribile epideimia di colera che sconvolse il paese in quei giorni. Fu però nel 1871 che l’associazione venne formalmente costituita da un giovane farmacista di idee progressiste e democratiche, Antonio Tempestini.

 

Consiglio Direttivo 2013/16 aggiornato a ottobre 2014

 

MILITELLO GIOVANNI – PRESIDENTE
BECAGLI ALDO – VICEPRESIDENTE
LIPANI SETTIMO – DIRETTORE SOCIALE e AMMINISTRATORE
– Provveditore Circolo
– Provveditore Risorse Umane
VANNINI ANNALISA – CONSIGLIERE
FANGUCCI ANTONIO – ECONOMO
CONTI ANDREA – RESPONSABILE VOLONTARI FORMAZIONE
FERRINI GIULIO – RESPONSABILE AREA DEL SANITARIO –
RESPONSABILE DEI MEZZI
LELLI SERGIO – RESPONSABILE COMITATO DI SETTORE MANUTENZIONE SEDE
MACCIANTI SANDRA – RESPONSABILE CORPO DEI VOLONTARI E ATTIVITA’ FUNDRAISING
FONTANA DANIELA – RESPONSABILE AREA STUDI MEDICI PROVVEDITORE FUNDRAISING
GIGLI CLAUDIO – CONSIGLIERE
MONACI CESARE – RESPONSABILE VOLONTARI RICREATIVO
PAOLETTI FABRIZIO – RESPONSABILE PROTEZIONE CIVILE AMBIENTALE –
RESPONSABILE DEI MEZZI
MALENTACCA GIOVANNI – RESPONSABILE COMITATO DI SETTORE ONORANZE FUNEBRI
AMBROSINI VALERIO – CONSIGLIERE